Survivor. La visione di Chuck Palahniuk della società odierna

Surivor

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Survivor, la recensione del secondo romanzo di Chuck Palahniuk su Diario di Rorschach

Chuck Palahniuk è uno scrittore molto particolare, che difficilmente riesce a mettere d’accordo i lettori e che di solito viene amato, creando spesso una vera e propria venerazione, o odiato senza alcuna via di scampo.

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Survivor, la copertina del romanzo

Il suo stile, crudo e molto diretto, si differenzia dagli altri per alcuni particolari che da un lato tendono ad enfatizzare il ritmo di una storia, con accelerazioni continue man mano che il racconto va avanti, e dall’altro far emergere una riflessione sulla quotidianità, basandosi su uno specifico aspetto.

Questi due elementi si amalgamano in maniera perfetta in Survivor dove, partendo dal fanatismo religioso, viene portata alla luce un’analisi su una società troppo legata al leaderismo e al consumismo.

Al pari di altre opere dello scrittore, anche Survivor si caratterizza per un’escalation di pathos che si rende evidente in maniera immediata attraverso la numerazione al contrario del racconto.

La trama narra la storia di Tender Branson, ultimo sopravvissuto dell’oscurantista setta dei Creedish, il cui destino è segnato da due eventi inaspettati che segnano per sempre la sua vita.

Questi due eventi, che coincidono con le due fasi più importanti della sua storia personale (l’uscita dalla comunità Creedish per il mondo reale e la trasformazione in santone mediatico), sono rappresentati dal suicido di massa della sua stessa comunità e dalla costruzione di un impero religioso fondato sull’apparenza e sul consumo.

Fra queste due grandi circostanze si pone la descrizione della vita all’interno della setta, costruita su una società fortemente patriarcale in cui solamente i primogeniti vengono privilegiati e su feroci dogmi impostati, per lo più, sulla morale sessuale.

Chuck Palahniuk

Chuck Palahniuk

Figura di grande rilievo è senza dubbio Fertility, sorella di un ragazzo suicida a cui Tender, per sbaglio, consiglia di togliersi la vita, che non solo si lega totalmente al protagonista, sia prima che dopo la sua “trasformazione” in santone, ma riesce anche ad aiutarlo in maniera concreta durante i momenti peggiori della sua vita.

Il romanzo nasconde al suo interno una serie di messaggi che non possono limitarsi alla semplice critica della società odierna.

Survivor è, infatti, un libro di redenzione, esplicitata attraverso i racconti dei protagonisti, di morte, legata alla stessa redenzione tanto con il passato che con il futuro, di amore, quello “platonico” fra Branson e Fertility, e soprattutto analisi e valutazione di una società sempre più esposta all’apparenza ed al consumismo.

A tutto ciò si lega, nella cinica visione di Palahniuk, anche un insolito legame con il destino a cui i protagonisti, soprattutto Tender, non possono sottrarsi e a cui devono sottostare sapendo in anticipo le conseguenze da affrontare.

In sintesi, si può dire che il romanzo. grazie al suo ritmo incalzante, cattura il lettore in una maniera particolare tanto da vivere le esperienze dei personaggi, immedesimandosi al punto di nutrire gli stessi sentimenti di coloro che sono presenti nel racconto.

La gente non vuole rimettere in sesto la propria vita. Nessuno vuole che i suoi problemi vengano risolti. I suoi drammi. Le sue distrazioni. Le sue storie risolte. I suoi casini ripuliti. Perché, che cosa mai le rimarrebbe? Solamente il grande spaventoso inconoscibile.

Alessandro Falanga

 

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