A Perfect Circle, gli anni Zero e l’America di George W. Bush

A Perfect Circle, la biografia della superband guidata da Mayanrd James Keenan

“Il processo con il quale creo con i Tool è organico ma allo stesso tempo è molto faticoso.
È un processo tipico dell’emisfero sinistro del cervello che consiste nel dividere ciò che facciamo e attingere da altro materiale; è orientato alla ricerca ed esoterico. Con gli A Perfect Circle il processo è molto più meccanico e orientato al computer ma allo stesso tempo è molto più emotivo ed intuitivo.
I Tool sono un risultato mascolino tipico dell’emisfero sinistro del cervello mentre gli APC sono uno femmineo tipico di quello destro”
.

(Maynard James Keenan)

Con queste parole Maynard James Keenan, deus ex machina dei Tool parla della creatura nata nel 1996 proprio mentre la sua band stava dando vita ad Ænima. La formazione originale degli A Perfect Circle vede Maynard James Keenan alla voce, Billy Howerdel (tecnico del suono per David Bowie, Nine Inch Nails, Smashing Pumpkins e chi più ne ha più ne metta) alla chitarra e alla voce, Josh Freese (Nine Inch Nails, Guns N’Roses) alla batteria, Paz Lenchantin al basso e Troy Van Leuween alla seconda chitarra.

Tra il 1996 e il 2000 anno di pubblicazione del primo disco passano quattro anni, tutti i membri sono impegnati con i rispettivi progetti e dato che gli A Perfect Circle possono considerarsi un supergruppo a tutti gli effetti diventa difficile trovare il tempo per registrare e suonare materiale.
Nel 2000 vede la luce il primo LP della band: Mer De Noms. La differenza con i Tool sta nella melodia, molto più presente negli A Perfect Circle e nella morbidezza del suono; intendiamoci, si tratta sempre di ottimo rock, ma, per citare le parole del frontman è meno cervellotico e quindi più diretto.
Il sound del quintetto vede anche la presenza di strumenti acustici, percussioni e  violini, creando quindi un rock ibrido, più romantico e leggero rispetto a quello dei Tool o dei Nine Inch Nails, ma comunque di grande spessore.
Non solo: il gruppo sfrutta in maniera intelligente il carisma vocale del proprio cantante, i suoi cambi di voce e di impostazione variano ad ogni brano e una struttura musicale più “leggera” rispetto a quella dei Tool permette di concentrarsi anche sulle straordinarie prove vocali di Keenan oltre che ai colpi di chitarra di Billy Howerdel, anima del gruppo.

Gli A Perfect Circle di Mer De Noms danno vita ad un quadro splendido e volubile, melodico e tutto sommato easy-listening, accostabile da chiunque ma al tempo stesso affascinante e intrigante, profondo ed emotivamente coinvolgente.

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A Perfect Circle: Jeordie White, Josh Freese, James Iha, Billy Howerdel, Maynard James Keenan

Dopo l’uscita del disco la band registra due importanti perdite, vanno via Paz Lenchantin che va a suonare negli Zwan, all’epoca nuovo progetto di Billy Corgan, poi rivelatosi un flop, e Troy Van Leuween che invece va a suonare nei Queens of The Stone Age; vengono immediatamente sostituiti da Jeordie White, ovvero il Twiggy Ramirez dei Marilyn Manson e James Iha ex chitarrista degli Smashing Pumpkins.

Nell’estate del 2003 esce l’attesissimo seguito dell’acclamato primo album; si tratta di Thirteen Step che prosegue il discorso iniziato col primo LP: rock duro, facile, che si apre alla melodia e che incontra anche un quartetto d’archi e il sintetizzatore.
Ma non solo: troviamo momenti dark come nell’esplosiva The Package che apre il disco e Gravity che lo chiude, altri più rock come in Pet o The Outsider altri introspettivi, come The Noose.
La lezione degli A Perfect Circle è che dietro questa immediatezza si nasconde in realtà molta profondità con un sound che diventa sempre più avvolgente e oscuro, liriche poetiche e intense, addirittura romantiche (Desperate and ravenous
I’m so weak and powerless over you canta Maynard in Weak And Powerless, capolavoro del disco).
Il mondo degli A Perfect Circle è ingannevole, perché rapisce l’ascoltatore e lo trascina verso altre dimensioni, soffocandolo in un oceano di oscurità ma anche di poesia.
Questo LP segna un successo importante, considerato che molti supergruppi hanno vita breve, ricordiamoci che i primi anni Zero sono quelli degli Audioslave, dei Velvet Revolver e degli stessi Zwan che hanno fatto parlare più per i componenti che non per il materiale proposto.
Gli A Perfect Circle differiscono per originalità ma anche per la qualità del loro bagaglio sonoro: questo ha fatto la differenza e ha trasformato quello che doveva essere un passatempo in uno dei gruppi-chiave del decennio.

Arriviamo così alla fatidica data del 2 Novembre 2004: in America sono in corso le elezioni per il nuovo Presidente degli Stati Uniti. Da un lato c’è il repubblicano George W. Bush che ha governato la Casa Bianca dal 2000 ed è in corsa per un secondo mandato, dall’altro il democratico John Kerry.
George W. Bush vince di poco e viene riconfermato alla Casa Bianca: per tutta risposta gli A Perfect Circle pubblicano un disco di cover rilette alla loro maniera, eMOTIVe.

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A Perfect Circle, eMOTIVe, cover

L’LP vede nella copertina il simbolo della pace distrutto e contiene un insieme di cover che hanno in comune il tratto pacifista e antimilitarista, rilette dal supergruppo assumono un tono funereo, oscuro e cupo.
Imagine di John Lennon da inno di speranza diventa quasi una marcia funebre, People Are People dei Depeche Mode diventa un brano estraniante, oscuro.
Vengono riletti anche brani di Marvin Gaye, Black Flag e When The Levee Breaks portata al successo dai Led Zeppelin.
eMOTIVe legge perfettamente i tempi in cui viene proposto, un momento delicato e molto oscuro della nostra Storia che ha per colonna sonora proprio la decadenza degli A Perfect Circle.

Dopo la pubblicazione del disco la band annuncia il proprio scioglimento, considerato che i vari membri del gruppo hanno impegni disparati. Nel 2009 la band viene riformata anche grazie all’uscita dell’EP Deep Cuts che contiene un pugno di vecchi brani dal vivo. Durante gli anni si rincorrono voci di un nuovo album ma anche in questo caso come in quello dei Tool sono solo voci con niente di definitivo.
Quel che è certo è che quest’anno gli A Perfect Circle sono tornati ad esibirsi dal vivo, sperando che arrivino anche in Italia è il momento giusto per ripassare un po’ il loro repertorio.

Antonio Soda

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