La perfezione. La nuova concezione del noir nel romanzo di Raul Montanari

La perfezione

La perfezione

La Perfezione, il romanzo noir di Raul Montanari che scardina tutte le regole del genere. La recensione su Diario di Rorschach

Una località di periferia, un lago e un piccolo hotel…

In presenza di questi tre elementi non si può che essere nel romanzo di Raul Montanari La perfezione, edito Feltrinelli 2007.

Progetto totalmente differente dagli altri scritti dell’autore, sia per lunghezza che per stile utilizzato, La perfezione si presenta a chi si  approccia al libro come qualcosa di totalmente diverso da ciò che ci si aspetta al primo impatto.

Raul Montanari

Raul Montanari

In questa sua opera, Montanari riesce infatti tanto a sconvolgere il lettore, con il suo ritmo alternato, quanto la classica metrica del noir, assopita da scene di vita quotidiana.

La trama narra dell’incontro/scontro tra due killer professionisti, caratterizzati ognuno da un passato oscuro o non troppo edificante.

La loro vita scorra su due binari paralleli, immersi nella cornice di un piccolo paese di periferia, in cui l’uno è mandante dell’omicidio dell’altro, divenuto ormai scomodo ad un’oscura organizzazione per i suoi modi non più tollerati.

La perfezione

La perfezione

I due, più che rincorrersi e nascondersi, si avvicinano naturalmente con il passare delle ore all’interno di una narrazione dai ritmi blandi, in cui gli scenari del luogo (il chiacchiericcio sotto i balconi, le feste di paese e i balli in piazza) la fanno da padrone.

Anche in questo romanzo centrale, come nelle altre due opere recensite, è la donna, che con le due sfumature di Adriana, co-protagonista e artefice del destino di Willy l’Olandese, e Alessandra, nelle fantasie del ragazzo sfregiato, riesce a veicolare il racconto all’interno della vita  quotidiana dei personaggi principali.

Pur essendo un romanzo breve (119 pagine), il testo richiede un’attenta lettura, a causa dei cambi di scenari che descrivono le differenti situazioni , resa però piacevole dalle repentine variazioni di ritmo, dettate da tempi scanditi in maniera precisa nella parte iniziale, centrale e finale.

Tempi e luoghi di periferia, ricordi inquietanti e piani avventati fanno da sfondo, quindi, ad un omicidio il cui obiettivo è il raggiungimento della perfezione…

… a cui, però, un assassino difficilmente può mirare.

Alessandro Falanga

 

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